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C'è un metodo Pisapia ? Discussione nella sinistra milanese - mercoledì 9 novembre 2011

di Pier Vito Antoniazzi, da Affaritaliani 8 novembre 2011

In una Fonderia Napoleonica strapiena, in un lunedi sera piovoso, tre protagonisti della giunta Pisapia , Boeri,D'Alfonso e Tabacci si sono confrontati su invito de La Fabbrichetta.

Prima domanda posta da me che moderavo: perchè Pisapia ha vinto? Esiste un "metodo Pisapia"?

Secondo D'alfonso (promotore di una lista "arancione") "sin dall'inizio abbiamo provato a correre per vincere,non solo per testimoniare. Primo miracolo le primarie che hanno fatto emergere personalità di spicco ,'politici' ma non 'partitici'...Secondo miracolo unità e correttezza a sinistra Poi "il vento si è alzato..."e...Pisapia ha fatto il resto".

Per Boeri "c'è stata una straordinaria stagione di partecipazione, di idee, di lealtà e sinergia nella competizione. Il concerto alla stazione Centrale ci ha fatto capire che era scattato qualcosa anche nei giovani...Pisapia è stato straordinario nel raccogliere e interpretare questa domanda".

Secondo Tabacci "la vittoria di Pisapia si deve alla crisi del berlusconismo,più volte annunciata,ma poi precipitata in tutte le elezioni amministrative da Arcore ad Olbia. Non illudiamoci di avere meriti esagerati..."

Domando: ma come si governa "da sinistra" in tempo di crisi?

D'alfonso ricorda Caldara sindaco riformista durante la prima guerra mondiale. Alla crisi gravissima rispose con sviluppo e democrazia municipale.Boeri conia il motto "Più con meno"parla di un comune che non elargisce più risorse ma utilizza la crisi come opportunità per coordinare, dare visibilità, reputazione,servizi alle imprese sociali e culturali.Per Tabacci "da Milano deve partire l'esempio di una risposta virtuosa, dai piccoli gesti alle scelte difficili di analisi e riduzione della spesa. Occorre credibilità,coerenza,rigore,chiarezza e molto coraggio"

In fine la terza domanda più "politica": con quale nome, quale squadra, quale metodo il centrosinistra deve presentarsi alle prossime scadenze politiche,nazionali,regionali e locali?

Secondo D'alfonso  "i partiti sono "la torre gemella in fiamme":si può decidere di fare i pompieri e cercare di salvare il salvabile, si può scappare per evitare il crollo: comunque i partiti sono in crisi.Sarà più il candidato a fare la coalizione che i partiti.Per ora la buona esperienza "arancione" non ha eguali sul piano nazionale...". All'opposto Boeri insiste che "bisogna riprendere in mano i partiti, sono nostri, non dei pochi iscritti. Occorre poi sviluppare una piattaforma politica capace di concorrere con ventanni di "egemonia" formigoniana"

Tabacci non si sottrae al quadro politico nazionale "occorre un periodo di decantazione,un governo Monti che ridia credibilità internazionale al paese e rimetta l'Italia sui binari. A Milano dobbiamo lavorare per indicare la strada di una buona politica...".

Come si evince da questo breve sunto posizioni articolate, diverse, a volte addirittura contrapposte. Ma questo voleva essere il contributo de La Fabbrichetta:indicare che alla crisi occorre dare risposte nuove, che non esistono ricette preconfezionate, che la pluralità dei linguaggi e delle esperienze è una delle caratteristiche fondanti delle risposte che devono scaturire.

Il dialogo è appena cominciato. Nessuno si illuda che bastino "uomini soli al comando", oppure somme algebriche, oppure unità di facciata o organizzative . Non è tempo di banalità "politicamente corrette".

 

 
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